Il mio sangue contiene mediamente circa 190 particelle di microplastiche per millilitro. Lo so perché me lo ha fatto capire Yael Cohen, CEO di Clarify Clinic. Secondo lei non è (ancora) un livello basso, ma comunque significa “circa un milione di particelle nel sistema circolatorio”. Inquietante, no? Clarify Clinic è una di quelle strutture di lusso nel cuore di Londra che offrono la pulizia del sangue dalle microplastiche e altre sostanze ritenute tossiche. Il costo? Si parte da 9.750 sterline, circa 13.000 euro. Una cifra astronomica per un trattamento basato su evidenze scientifiche quanto meno discutibili. Ma questo non impedisce a 10-15 persone alla settimana di varcare la soglia della clinica.
La nuova frontiera del detox di lusso
Nel seminterrato di una clinica poco distante da Harley Street (strada londinese famosa per le sue cliniche private e clientela facoltosa), persone benestanti si rilassano su comode poltrone mentre il loro sangue viene prelevato, filtrato e reinfuso. Non è un trattamento medico convenzionale, ma l’ultima moda in fatto di “purificazione” corporea. Il processo dura circa due ore, tempo necessario per trattare dal 50 all’80% del volume plasmatico. La procedura è semplice: il sangue viene prelevato tramite cannula, separato in plasma e cellule, filtrato attraverso una colonna che dovrebbe intrappolare microplastiche e altre sostanze indesiderate, e poi reintrodotto nel corpo.
“Una volta avviato il processo, non si sente nulla. È molto confortevole”, assicura Cohen. I pazienti fanno chiamate, partecipano a riunioni su Zoom, guardano film, dormono. “Quelli che dormono sono i miei preferiti”, confessa la CEO. E perché vengono? Le motivazioni sono varie: alcuni soffrono di affaticamento cronico, altri di “nebbia mentale” o long Covid. La clinica propone anche trattamenti mirati a persone che assumono farmaci dimagranti simili all’Ozempic, a chi cerca di concepire o a chi vuole prevenire la demenza.
Pulizia del sangue dalle microplastiche: scienza o suggestione?
Quello che Clarify vende è la speranza di alleviare i sintomi liberando il sangue da microplastiche o altri potenziali contaminanti come sostanze PFAS (per- e polifluoroalchiliche) e pesticidi. Ma la scienza sugli effetti delle microplastiche sulla salute è ancora lontana dall’essere conclusiva. Un report dell’OMS del 2022 ha concluso che non ci sono ancora prove sufficienti per determinare se rappresentino un rischio per la salute umana. Non sappiamo se le microplastiche siano sicure (a naso direi di no, ma non si ragiona col naso), ma non conosciamo nemmeno i rischi che potrebbero comportare.
“È la dose che fa il veleno”, spiega Frederic Béen, ricercatore di contaminanti ambientali presso l’Istituto di Amsterdam per la Vita e l’Ambiente. “Ecco perché è importante determinare con precisione a quante microplastiche o altri tipi di contaminanti ambientali gli esseri umani sono esposti”.

Metodologia discutibile
C’è stata un’ondata di studi scientifici che hanno tracciato le microplastiche in ogni angolo della superficie terrestre e fin dentro i nostri corpi, ma pochissimi tentano di chiarire l’impatto che queste hanno sulla nostra salute. Un articolo del 2022 ha rilevato che le microplastiche erano associate a danni alle cellule umane, ma non esaminava i reali esiti sulla salute degli esseri umani viventi. Uno studio del 2024 ha scoperto che le persone con microplastiche nella placca grassa all’interno delle arterie carotidi avevano un rischio maggiore di attacchi cardiaci e ictus rispetto a quelle senza.
Ma lo studio del 2024 non ha stabilito alcun legame causale tra microplastiche e salute. Era solo osservazionale, quindi non poteva dimostrare che la presenza di microplastiche causasse il maggior rischio di morte per alcuni pazienti. C’erano anche differenze tra i due gruppi studiati: i pazienti con microplastiche nelle arterie avevano più probabilità di essere uomini, avere malattie cardiovascolari e fumare. Potrebbe essere che questi fattori (o un’altra influenza sconosciuta) stessero effettivamente causando la differenza nel rischio di morte tra i due gruppi.
La contaminazione è ovunque
Le stesse incertezze si applicano quando si tratta di misurare le microplastiche. Non sono stato particolarmente scientifico quando ho prelevato quel sangue dal mio polpastrello. Fibre di plastica dai miei vestiti o imballaggi potrebbero facilmente essere finite nel mio campione, e lo stesso vale per qualsiasi campione analizzato, che provenga dall’ambiente o da un corpo umano. Béen e i suoi colleghi si spingono a estremi per evitare contaminazioni quando analizzano campioni di sangue per le microplastiche. Tutta l’attrezzatura che usano per prelevare campioni è priva di plastica, l’aria nel loro laboratorio è filtrata e indossano solo cotone quando lavorano con i campioni. “Ciò che facciamo è assicurarci che non ci sia contaminazione di plastica, o ridurla al minimo possibile, dato che le microplastiche sono ovunque”.
Pulizia del sangue, nuova frontiera del lusso sanitario
La maggior parte dei pazienti arriva alla clinica tramite passaparola. “Le persone ne parlano, ne discutono”, dice Cohen. I pazienti pubblicano online i risultati delle microplastiche nel sangue prima e dopo il trattamento. Viviamo in un mondo talmente saturo di plastica che è difficile misurare le microplastiche con precisione, figuriamoci collegarle agli esiti sulla salute. Ma Cohen afferma che i suoi pazienti riferiscono maggiori livelli di energia o un sonno migliore dopo aver provato il trattamento.
La pulizia del sangue dalle microplastiche è solo l’ultima di una lunga serie di trattamenti basati su prove incerte rivolti a individui facoltosi preoccupati per la loro salute. Alle Bahamas, le persone pagano decine di migliaia di dollari per iniezioni di cellule staminali con benefici non dimostrati. L’influencer della longevità Bryan Johnson ha decantato i benefici dello scambio totale di plasma, rimuovendo regolarmente il plasma dal sangue e sostituendolo con proteine e anticorpi. E non è l’unico.
È scienza o l’ennesima moda per ricchi? Probabilmente un po’ entrambe le cose. Nel frattempo, chissà quante microplastiche ho ingerito mentre scrivevo questo articolo.
L’articolo Una startup promette la pulizia del sangue dalle microplastiche è tratto da Futuro Prossimo.
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