Vi presento Seven39, il social aperto solo tre ore al giorno Futuro Prossimo

Vi presento Seven39, il social aperto solo tre ore al giorno Futuro Prossimo

Alle 19:38 di ogni sera, come un rituale, ogni iscritto riceve un’email: “Seven39 è di nuovo aperto”. Tre ore, non un minuto di più. Un social network che funziona solo dalle 19:39 alle 22:39, ora della costa est americana. Fuori da quella finestra? Porte chiuse, niente scrolling, niente contenuti. Un cartello rosso vi accoglie con un’idea di fondo molto, molto precisa: “I social media sono migliori quando siamo tutti online insieme. Niente doomscrolling. Niente FOMO (vuoi sapere cos’è?). Solo 3 ore di divertimento ogni sera”.

Alle mie vecchie ossa napoletane e stanche devo ammettere che suona dannatamente allettante. E allora ho cercato di saperne di più.

Che nostalgia dell’internet primitivo

L’atmosfera di Seven39 è quella dell’internet tardo anni ’90, quando ci si connetteva con il modem 56k, si ascoltavano le hit degli *NSYNC (con RealPlayer), e ci si scambiava emoticon, non ancora emoji, su ICQ o MSN Messenger. Un tempo in cui internet era ancora “un luogo da visitare”, non uno stato permanente dell’esistenza.

Su Seven39, come avrete capito, non c’è scrolling infinito, né algoritmi che ci manipolano, né pubblicità mirate. Solo un feed cronologico contro uno sfondo viola, con post limitati a 200 caratteri. Tutto qui.

E paradossalmente, questa semplicità è il suo fascino più grande. È come ritrovare un vecchio walkman dopo anni di streaming: meno funzionalità, certo, ma quanta personalità! Il minimalismo di Seven39 è una continua domanda: abbiamo davvero bisogno di tutto il resto? O siamo finiti in un loop di funzioni in fondo superflue che ci hanno fatto dimenticare perché ci piaceva stare online?

La risposta, almeno per gli attuali 3000 utenti (questa è tipo Sparta), sembra essere un ritorno alle origini. Vogliamo di meno, non di più.

Seven39, una piccola comunità che si sta formando

Di cosa parlano le persone su Seven39? Delle stesse cose di cui si è sempre parlato online, ma con un approccio che sa di comunità di quartiere virtuale. Su questo social network trovate presentazioni personali, meme, le immancabili foto di animali domestici. C’è un tizio che pubblica ogni giorno il disegno di un topo su un post-it (non chiedetemi cosa significa, che non lo so).

Un altro tipo con un avatar a forma di rana disserta della Bibbia. Un altro ancora fa sapere a tutti di aver mangiato accidentalmente del deodorante. La maggior parte delle persone usa pseudonimo (non ce la faccio, troppi ricordi) , ma si può usare la propria vera identità se lo si desidera. Alcuni post hanno tanti commenti, altri solo qualche like. Finora, tutti quelli che ho visto sono stati cordiali, anche se qualche frecciata ironica ogni tanto fa capolino.

Ha l’energia di un forum web degli anni ’90, quelli che si frequentavano per motivi imperscrutabili, dove non conoscevi nessuno nella vita reale. Dopo qualche giorno, cominci a riconoscere i personaggi abituali dai loro nickname. Proprio come i tempi di Napster e delle prime chat a tema, dove ci si incontrava sempre negli stessi orari.

Il creatore e la sua visione

Mark Lyons, creatore di Seven39, conferma che questa sensazione retro è intenzionale. L’obiettivo finale, dice, è esplorare se esiste un altro modo di essere social online, uno che assomigli a come eravamo online prima che gli smartphone diventassero un’estensione del nostro corpo.

C’era specificatamente un momento dopo la scuola, dove si andava online e si giocava, o i tuoi amici si collegavano nello stesso momento. C’era un ciclo costante e c’era sempre qualcosa di eccitante. E poi, tutti si scollegavano e “tornavano in vita”, nella vita fisica.

La maggior parte degli utenti di Seven39 apprezza la visione di Lyons. “È un posto divertente dove le persone sono gentili”, dice l’utente CameronBanga. “Mi piace la sensazione di internet vecchia scuola di questo sito”, aggiunge un altro utente chiamato Ship.

Molti esprimono anche come i social media moderni siano peggiorati quando “le persone hanno iniziato a preoccuparsi di apparire cool online”. In poche parole, gli utenti di Seven39 sembrano rimpiangere un tempo in cui le cose erano più accoglienti e le persone si connettevano genuinamente.

Seven39, le sfide di un social a tempo

La domanda è: basta questa “trovatina” dell’orario per dare di nuovo smalto al modello dei social network? Il problema, lo sapete, è che sono come un ristorante locale: servono clienti abituali per sopravvivere. E Seven39 ha ancora molto lavoro da fare.

Dopotutto, quella finestra di tre ore (dalle 19:39 alle 22:39) coincide spesso con il momento della cena, o di altre interazioni sociali. La creazione di nuove abitudini è difficile, a meno che non ti chiami Clubhouse e nel frattempo è scoppiata una pandemia. E anche in quel caso, poi, passa il tuo momento di gloria.

Sarò onesto, e lo dico con un po’ di dispiacere: non penso sia sostenibile a lungo termine. Ed è un peccato, perché Seven39 è il sogno di internet che avremmo potuto avere: un posto dove si va, si interagisce e poi si torna alla vita reale. Potrebbe non avere una vita in futuro, ma almeno ci ricorda che avevamo una vita in passato.

L’articolo Vi presento Seven39, il social aperto solo tre ore al giorno è tratto da Futuro Prossimo.

Tecnologia, Social network 

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